Il lavoro, la felicità e ogni sorta di parolacce

Illustration made for Futura – Official Newsletter of “Il corriere della sera”

Il lavoro, la felicità e ogni sorta di parolacce

“Lo stagista che mi accompagnava al colloquio aveva l’ansiosa formalità di un giovane al suo Bar mitzvah. Mike Strautmanis, il capo dello staff di Valerie Jarrett, era a suo agio e apparentemente sicuro di sé. Sopra il caminetto del suo ufficio, anziché un ritratto o una targa, teneva un paio di scarpe da ginnastica firmate da Yao Ming. Vicino al tavolo per le riunioni aveva sistemato uno di quegli aggeggi che simulano la buca di un campo da golf e che risputano fuori la pallina quando fai centro. Un altro funzionario d’alto livello si sarebbe offeso quando storpiai il suo nome, pronunciando la prima sillaba trout anziché trot. Ma Straut lasciò correre.

Avevo trascorso intere giornate a ripassare mentalmente le risposte da dare nel corso di quel colloquio. Il discorso di Obama che preferivo.

I miei punti di forza. I miei punti di debolezza (che erano anche, paradossalmente, quelli di forza). Ma Straut non mi chiese niente di tutto questo. Invece, si alzò dalla poltrona incombendo su di me, come se stesse andando alla porta. «Ecco» disse, «devo assentarmi per un’ora. Perché non provi a scrivere un discorso di due pagine per una tavola rotonda con degli amministratori delegati? Poi gli do un’occhiata.» Era una follia. Nella mia agenzia mi avrebbero dato almeno una settimana per un discorso di due pagine. E mi avrebbero anche dato qualche indicazione su cosa scrivere. Ma con l’orologio che procedeva implacabile non c’era il tempo per lamentarmi. Mi misi al lavoro, come un MacGyver in giacca e cravatta che deve disinnescare una bomba retorica. Okay, David, pensaci bene. Citazioni del presidente. Qualche dato di economia. Osservazioni positive sull’innovazione in atto in America. Potrebbe funzionare.

Terminai il mio scritto pochi secondi prima che Straut tornasse. Mentre lo leggeva, il giovane stagista Bar mitzvah mi portò nel sudicio self-service al pianterreno noto come Ike’s. Presi un panino al prosciutto e formaggio e lo mangiai con le mani che mi tremavano. Mi consolavo pensando che almeno l’avevo finito. Nel caso peggiore, avrei sempre potuto dire di avere scritto un discorso alla Casa Bianca. Nel migliore, sarei tornato qualche giorno più tardi per un colloquio di approfondimento con Ms. Jarrett in persona. «Facciamo così» disse Straut quando tornai nel suo ufficio, «vediamo se è disponibile subito.» «Fantastico!» risposi. Ma non lo pensavo davvero. Per quanto mi riguardava, un colloquio con Valerie Jarrett – consigliere personale del presidente e direttrice dell’Ufficio dell’impegno pubblico e degli affari governativi – richiedeva il tipo di elaborata preparazione che nei film è accompagnata da un montaggio.”

Client: Futura – Il corriere della sera
Story: David Litt



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